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02/12/2009 - Il professor Moio ed i grandi vini
Cari Amici, non so cosa ha oggi il mio computer, ma é la terza volta che riscrivo questo post! Speriamo bene. Forse l'argomento di cui sto per parlare é talmente delicato, che non vuole lo diffonda in Vinix. Ma io sono caparbio e ci proverò comunque. Non andrò mai a capo perché quando lo faccio mi cancella tutto. Allora... ieri c'é stata l'anteprima di Vitigno Italia a Napoli. L'organizzazione per presentare la mainifestazione che si terrà a maggio, ha indetto una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche ilprofessor Moio della facoltà di Agraria di Portici. Non credo sia necessario prensentare il professore in un portale come questo, ma per i meno esperti ritengo che insieme al professor Scienza, é uno tra i più importanti ricercatori del settore enologico Italiano e quindi Mondiale. Non lo conoscevo personalmente perché non ero mai stato a seminari da lui organizzati, ma ho trovato una persona di estrema competenza. Devo dire tra le altre cose che condivido molto le cose che ha affermato ieri, che forse volevano solo provocare una reazione importante, ma sono state dette con grande determinazione. Partendo dalla premessa che la definizione "autoctono" non é precisa se riferita ai vitigni italiani, lui sostiene che si può parlare di vitigno che rapresenta un territorio, quando un vitigno si é "acclimatato" in quel territorio. E questo naturalmente avviene solo dopo molto tempo. Detto questo ha anche affermato che l'unico prodotto della natura é l'uva.E che pertanto l'unico prodotto naturale é solo ed esclusivamente il grappolo. Dal momento in cui il grappolo viene raccolto per essere trasformato in vino, ciò che ne viene fuori non può e non deve essere definito "naturale", poiché é una rielaborazione dell'uomo che ne determina il risultato finale. Da questo é partita una dura critica a chi con sigle e siglette vorrebbe far credere che l'unica verità sta in questo o quel raggruppamento, e che si possano fare vini senza l'utilizzo della scienza. Il vino é un prodotto "innaturale' che é tanto più "vicino alla genuinità" quanto più é vicino alla scienza. Un vino sul quale non viene prodotto alcun intervento può solo dare aceto. Detto questo, non esistono vini veri e triple a, al mondo che possano determinare le uniche verità del vino! Come se tutti i vini che non rietrano in quel raggruppamento sono falsi. Queste "ca....te" sono solo trovate pubblicitarie per cercare di vendere un prodotto. Ma spesso tali prodotti sono l'esatto opposto della qualità, dove per qulità si intende prodotto sano. Non si possono fare vini credendo che da soli fasi lunari ed altre alchimie bastino alla vinificazione secondo natura. Sappiamo tutti che il vino che bevevano i romani era una vera ciofeca! Sappiamo tutti che il vino conservato nelle anfore produceva batteri a volte pericolosi per la salute stessa. Sappiamo tutti che quelle erano delle esigenze legate alle conoscenze del tempo. E' come pensare di eliminare tutta la medicina tradizionale e pensare che la nostra longevità resti la stessa! E' evidente che bisogna sempre trovare delle vie di mezzo, così come si fa nella medicina dove a secondo della malattia si cerca un rimedio alternativo tra omeopatia e medicina clasica, deve avvenire nel nostro settore dove bisogna fare ricerca in senso di ecosostenibilità dell'ambiente, di salvaguardia del territorio, di biologicità del prodotto, ma e sopratutto ricerca di qualità scientifica. Mi sembra ci sia molta carne a cuocere
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